Oggi ci chiamano per una verifica domiciliare,
ci presentiamo a casa di una anziana signora,
che racconta di aver avuto 5 figli,
uno è morto ucciso dalla polizia, ma era un ladro
perchè tossicodipendente.
Un altro figlio è in casa con lei, è entrato in depressione
dalla morte del fratello, è malato e nessuno si occupa di lui.
La signora ci tiene occupati per l'intero pomeriggio.
In realtà ha solo tanta voglia di parlare, si sente sola,
è alla fine della sua vita e vede dietro sè solo disastri.
Poi corriamo da un anziano senza fissa dimora,
...ma anziano davvero, un ottantenne che parla francese
misto a spagnolo.
E' in strada, con il suo carrellino pieno di coperte
vestiti di ricambio, e cibo offerto da passanti.
Piange. Vorrei abbracciarlo, consolarlo. Facciamo di tutto
per trovargli un posto, in un Centro, per passare la notte.
Poi una telefonata di un' altra signora anziana,
con la febbre, sola, che ha voglia di parlare con me al telefono.
Cazzo.. cazzo.. cazzo...è la solitudine che ci frega,
che ci fa sentire soli e abbandonati.
Ed io mi sento stanca...di ascoltare dolore,
solo e soltanto puro dolore.
Ma è il mio lavoro...e continuo. Non è facile.
Alla radio una canzone, mi commuove
...perchè penso al peso della solitudine.
Si, però stasera a casa, mi sono seduta a tavola
e per consolarmi ho mangiato cioccolata
e bevuto un bicchiere di vino.
'Fanculo la dieta.
papere